martedì 29 gennaio 2008

RISPOSTA ALL'AMMINISTRAZIONE...

Arbus, 28 Gennaio 2007
Oggetto: Richiesta incontro pubblico con l’Amministrazione Comunale di Arbus.
Alla cortese attenzione del ill.mo Sindaco del comune di Arbus Sig. Raimondo Angius
E dell’Amministrazione Comunale di Arbus

Gentile Sig. Sindaco e Assessori
A seguito della sua risposta del 12 dicembre 2007 riguardo alla nostra richiesta di un incontro e valutata la disponibilità, in base alle vostre esigenze, chiediamo l’incontro per martedì 12 febbraio 2008 dalle ore 15.00 al Montegranatico di Arbus.
Teniamo a ribadire che l’incontro richiesto verterà sui temi fondamentali già espressi. Chiediamo infatti, quale sia e quale saranno le linee politiche di questa amministrazione per lo sviluppo del nostro territorio e di capire qual è, per questa amministrazione, il ruolo che svolge e svolgerà il Consorzio nella vostra idea di sviluppo e nelle azioni da portare avanti.
Vogliamo qui sgombrare ogni ulteriore incomprensione riguardante la nostra lettera precedente, dove erano elencati una serie di punti che i consorziati ritengono importanti. In particolare, non crediamo debba essere fonte di preoccupazione o di gravità il richiamo all’efficacia e alla trasparenza nella gestione delle risorse comunali e degli appalti. Un richiamo questo che non attiene singole situazioni o presunte irregolarità ma si riferisce al generale funzionamento della pubblica amministrazione. Come esempio, la realizzazione di un buon sito internet con la pubblicazione dei bandi e delle procedure sarebbe già un passo avanti nella nostra richiesta di trasparenza. Infine, precisiamo che il Consorzio non discute il PPR (su cui esistono diverse e personali opinioni fra gli imprenditori) e tanto meno l’importanza delle aree SIC, piuttosto, il Consorzio, come si evince dai punti elencati, ne prende atto e auspica politiche attive verso il turismo sostenibile, turismo che abbia come motivo di sviluppo la valorizzazione e la difesa del nostro Territorio.

Cordiali saluti
Il Presidente del CIAO
Saba Monica

sabato 26 gennaio 2008

No agli inceneritori. Sì al TMB

Chi sa veramente cosa sia un inceneritore? Sapete che i termovalorizzatori non esistono?Il termine termovalorizzatore è stato inventato da un italiano per giustificare la differenza dal classico inceneritore: il primo produce energia termica ed elettrica, il secondo brucia soltanto i rifiuti. In realtà non esiste il corrispondente in nessuna lingua straniera: all’estero si parla sempre di inceneritore, perché così è.Nella direttiva quadro sui rifiuti dell’UE si parla, tra le operazioni di recupero rifiuti (allegato II, pag. 34), quella di “utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre energia. Gli impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani sono compresi solo se la loro efficienza energetica è uguale o superiore a:– 0,60 per gli impianti funzionanti e autorizzati in conformità della normativa comunitaria applicabile anteriormente al 1° gennaio 2009– 0,65 per gli impianti autorizzati dopo il 31 dicembre 2008″Come si vede, la combustione dei rifiuti, che sia fine a sé stessa o per produrre energia, si chiama sempre incenerimento, non termovalorizzazione: nella stessa direttiva non viene mai pronunciato questo termine.Ma perché, allora, in Italia si parla di termovalorizzatori? Perché gli inceneritori sono associati alla produzione di inquinanti come diossine e furani, di ceneri pericolosissime da smaltire in discariche di tipo B1, dunque più costose di quelle tradizionali. Chiamandoli termovalorizzatori, si cancellano tutti i problemi, fino ad affermare - come ha fatto Viviano, direttore del reparto igiene dell’aria dell’Istituto Superiore della Sanità, su Polis Quotidiano, giornale di Parma, il 30 marzo 2006- che “i termovalorizzatori possono avere una compatibilità ottimale con il territorio”.Il livello di disinformazione è da crimine contro l’umanità: si vogliono insabbiare in ogni modo le ricerche di numerosi scienziati nonché enti nazionali e internazionali che dimostrano la pericolosità per gli esseri umani di questi impianti. Come se oggi dicessero: “L’eternit è assolutamente innocuo per la salute”.Perfino su Wikipedia si leggono affermazioni agghiaccianti per ignoranza, per presunzione quando non per malafede. Vediamo perciò di chiarire alcune semplici nozioni.Data la loro elevata temperatura di funzionamento (anche 1500°), gli inceneritori producono nanoparticelle, che vanno dal PM2,5 fino anche al PM0,01. La legge non va di pari passo con la scienza: è dal 2003 almeno che in Italia si sanno queste cose; tuttavia ci si ostina a considerare come parametro dell’inquinamento il PM10, il cui massimo danno è una crisi respiratoria, e non ci si preoccupa delle particelle più piccole che possono provocare il cancro. Inoltre è il numero di particelle a stabilire il livello di inquinamento, non il peso. A parità di peso, 1 PM10 corrisponde a un milione di particelle PM0,01: più la combustione dell’inceneritore è efficace, più questo produrrà particelle letali.Una nanoparticella è talmente piccola che può entrare tranquillamente nelle cellule dei tessuti umani. Una volta nel sangue può arrivare fino ai genitali e causare malformazioni nel feto sviluppato da seme contaminato. Questi studi sono stati eseguiti in Italia dall’Istituto Nanodiagnostics di Stefano Montanari e Antonietta Gatti, contattati tra l’altro per il progetto FASE di Los Angeles per indagare sulle cause della sindrome del Golfo e per indagare sulle vittime dell’11 settembre che si sono ammalate di cancro.Anche altri enti hanno esposto le loro preoccupazioni: l’ARPA di Reggio Emilia, sta valutando l’impatto ambientale degli ultrafini (nanopolveri o nanoparticelle) e la regione Emilia Romagna avrà per l’anno prossimo delle centraline che misurino il livello di PM2,5. La domanda è quindi: se non esistono ancora delle centraline per il PM2,5 e dato che non esistono centraline per particelle ancora più sottili, chi mi assicura, e come sarebbe anche possibile farlo, che gli inceneritori di nuova generazione le trattengano con i loro avanzatissimi filtri? Perché una delle bugie che si dice spesso è che questi filtri non facciano passare nulla: a parte il fatto che è impossibile tecnologicamente, mi verrebbe da chiedere come sia possibile che dei filtri progettati per essere a norma di legge (dunque sono limitati a rispettare i vincoli al massimo sul PM2,5 ma tanto non vi sono centraline che le misurano in Italia) possano funzionare anche nel caso del PM1, PM0,1 e PM0,01, per i quali non sono stati progettati: un po’ come dire che un setaccio progettato per non far passare i sassi di 1 mm di diametro funziona anche per grani di 0,01 mm.Per motivi di brevità, andiamo su questioni più immediate. Bruciare rifiuti è l’unica alternativa? No.Un’alternativa proposta da Greenpeace e Zero Waste Alliance (alleanza Rifiuti Zero) è il Trattamento Meccanico Biologico (TMB), già in opera in Germania, Svezia e Danimarca, ampiamente operativo in Australia.Da notare alcune cose essenziali:1. Il TMB smaltisce il rifiuto non differenziabile, non riutilizzabile né recuperabile, senza bruciare (tutto si svolge massimo a 60°) e digerendo i rifiuti tramite batteri aerobi e anaerobi. Non solo non si producono nanoparticelle ma il biogas prodotto alimenta l’impianto stesso, con un peso energetico netto vicino allo zero. Per l’inceneritore che produce energia, servono 6 KW prodotti da rifiuti per produrre 1 KW di energia. Se questa è efficienza…2. La realizzazione di un impianto TMB costa circa 1/4 di quella di un piccolo inceneritore e il residuo dei rifiuti che rimane è circa il 15% di quanto entra nell’impianto ed è 10 volte meno inquinante di quello che andrebbe in discarica con l’incenerimento dei rifiuti.3. Il TMB è complementare alla raccolta differenziata mentre l’inceneritore è contro. Soltanto dopo aver ridotto i rifiuti alla fonte, dopo il recupero e dopo il riciclaggio si passa ciò che rimane nel TMB. L’inceneritore è un mostro ingordo di rifiuti: per mantenere gli alti costi energetici e gestionali, deve sempre mangiare e mangiare rifiuti. Chissà come mai il mega inceneritore di Brescia deve bruciare la spazzatura di mezza Italia per non andare in perdita e come mai la raccolta differenziata non arriva al 30%.Inoltre, il selettore di testa dell’inceneritore per smistare i rifiuti e differenziarli ha solo lo scopo di recuperare l’organico, la plastica, l’alluminio e basta. Il resto viene bruciato. Con il TMB sono recuperati solventi, altri metalli, gas combustibili e viene sottratta l’acqua, responsabile dell’ulteriore putrefazione dei rifiuti in discarica.4. Qualcuno potrebbe ulteriormente dire che serve produrre energia. Questa è una falsità enorme.Gli attuali impianti di produzione di energia hanno perdite enormi. Se fossero più efficienti si avrebbero meno emissioni - dunque meno particolato e meno inquinamento da CO2- e meno spreco di energia - dunque minori costi e minori emergenze.Inoltre, dovremmo ottimizzare i consumi, obbligare a isolare termicamente le case per evitare dispersioni termiche (già l’impiego di doppi vetri fa molto), usare lampadine a basso consumo energetico, costruire case ecologiche… Sono tutte cose che vanno contro gli interessi dei produttori di energia ovviamente.Servono altri impianti per produrre energia nonostante tutti i risparmi? Benissimo, costruiamo centrali a pannelli solari, eoliche, geotermiche insomma impiegare tutte le fonti veramente rinnovabili. Nonostante l’Italia abbia annoverato tra esse i rifiuti, questi non sono rinnovabili e l’UE, per bocca di Loyola de Palacio il 20 novembre 2003 (risposta E-2935/03IT), ha ribadito che non dobbiamo finanziare gli inceneritori con i fondi per le energie rinnovabili.Ci sarà un motivo per cui l’UE ha avviato 9 procedure di infrazione contro l’Italia in materia di rifiuti?Queste sono soltanto alcune motivazioni sull’assurdità degli inceneritori. Economicamente, energeticamente, ecologicamente sconvenienti è la sintesi di tutta la questione rispetto al TMB.La prossima volta discuteremo dell’impatto sulle coltivazioni e le conseguenze sui prodotti tipici.

giovedì 10 gennaio 2008

RISPOSTA DELL'AMMINISTRAZIONE ALLA NOSTRA RICHIESTA

A seguito della sua del 26.11.07, in merito alla richiesta di un incontro pubblico con l'Amministrazione Comunale, Le comunico che siamo ben lieti di organizzare il pubblico confronto da Lei richiesto, in quanto ciò rientra perfettamente nelle linee programmatiche che fino ad oggi questa Amministrazione ha coerentemente portato avanti.
Nel contempo non posso non osservare che molte delle problematiche da Lei citate sono state più volte dibattute, otre che in diverse sedute del Consiglio Comunale, anche in assemblee pubbliche puntualmente convocate per un rendiconto sull'azione amministrativa di questa maggioranza.
Molte proposte da lei illustrate, hanno già trovato risposta e attuazione in atti amministrativi. Sicuramente è addebitabile a noi se alla S.V. sono sfuggiti gli interventi di bonifica su oltre 15 discariche sparse su tutto il territorio Comunale, sugli onerosi interventi sulla viabilità turistica, ecc. ecc.
Invece, ci preoccupa fortemente l'osservazione e il richiamo "ad una maggiore trasparenza ed efficacia nella realizzazione e nella gestione degli appalti di strutture pubbliche quali chioschi, strutture ricettive e altre strutture".
A noi non risulta nessuna omissione in merito e dinanzi alla gravità di tali affermazioni Le chiediamo cortesemente uva informazione più puntuale e circostanziata in merito, affinché possano essere edotti gli organi competenti e individuate le eventuali responsabilità.
Ogni Amministratore, nel suo ruolo di pubblico ufficiale, è tenuto a segnalare alle autorità competenti ogni irregolarità di cui viene messo a conoscenza, pertanto per affermazioni così gravi ci aspettiamo una maggiore evidenziazione dei fatti.
Relativamente ai vincoli imposti dal PPR e dalle aree SIC e sulle linee politiche che questa Amministrazione intende adottare al riguardo, mi preme ricordare che il PPR è una legge Regionale a tutti gli effetti e come tale gli Amministratori Pubblici sono i primi a doverla tenere nella dovuta considerazione in tutte le azioni di programmazione territoriale.
Immediatamente questa Amministrazione si è adoperata per attivare "l'intesa", così come previsto nel PPR affinché le iniziative private e pubbliche potessero essere valutate e giudicate sulla base delle direttive imposte dal nuovo strumento urbanistico regionale.
Per quanto riguarda le tanto vituperate aree SIC, istituite nell'anno 2003 e senza che nessun cittadino o amministratore di allora, si preoccupasse nonostante la legge lo consentisse, di chiedere una rivisitazione dei confini e pertanto di chiedere formalmente una riduzione delle aree interessate, questa Amministrazione Comunale ha adottato i piani di gestione della aree SIC, affinché si potesse accedere quanto prima ai finanziamenti consentiti per legge e relativi alla gestione e ad opere di intervento per la fruibilità e l'utilizzo delle stesse aree.
L'incontro sarà inoltre una importante occasione per una verifica sull'uso del marchio "Arburese" che il Consorzio "CIAO" da Lei presieduto gestisce dall'anno 2004, nonché di una più dettagliata illustrazione sull'attività del Consorzio e dei suoi consorziati.
Pertanto, ribadiamo la Ns. totale disponibilità alla collaborazione per l'organizzazione dell'incontro con tutti gli operatori turistici presenti nel Ns. territorio, riteniamo inoltre che a causa di precedenti impegni assunti da questa Amministrazione il suddetto incontro non potrà svolgersi prima della seconda decade del mese di Gennaio 2008.

Il sindaco